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Mistra
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mwewMistra o mwfaMistrà (mwfqin greco Μυστράς o Μυζηθράς?, Mizithras o Myzithras nella cronaca di mwfgMorea) è un ex comune della mwfwGrecia nella mwgaperiferia del Peloponneso di mwgq4608 abitanti secondo i dati del censimento mwgg2001.cite-ref-1[1] È stato soppresso a seguito della riforma amministrativa detta mwhwProgramma Callicrate in vigore dal gennaio mwia2011cite-ref-2[2] ed è ora compreso nel comune di mwjqSparta.

Era una mwjwcittà fortificata nel mwkaPeloponneso meridionale (chiamato nel medioevo mwkqMorea), alle pendici del monte mwkgTaigeto, vicino all'antica mwkwSparta. Dista circa 8mwla km dalla moderna città di Sparta. Fu la capitale del mwlqDespotato bizantino di Morea.

Contents

Storia
Note

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Storia

Capitale politica e culturale

Nel mwmg1249, Mistrà divenne sede del mwmwprincipato mwnalatino di mwnqAcaia, creato nel mwng1205 dopo la conquista di mwnwCostantinopoli da parte dei mwoacrociati nel corso della mwoqQuarta crociata. Il principe mwogGuglielmo II di Villehardouin, pronipote dello storico della Quarta crociata, mwowGoffredo di Villehardouin, vi costruì un palazzo.

Nel mwpq1259 Mistrà fu ceduta dai mwpglatini insieme ad altre piazzeforti, come riscatto per Guglielmo II, che era stato catturato nella mwpwbattaglia di Pelagonia. L'mwqaimperatore bizantino mwqqMichele VIII Paleologo, fece della città la sede del mwqgDespotato di Morea. Rimase la capitale del despotato, sotto il controllo dei parenti dell'imperatore, sebbene i mwqwveneziani controllassero la costa e le isole. Mistrà e il resto della Morea conobbero una certa prosperità, se comparata alla situazione del resto dell'mwraImpero bizantino nel mwrq1261. Sotto il mwrgdespota mwrwTeodoro, Mistrà divenne la seconda città più importante dell'impero dopo Costantinopoli e il palazzo di Guglielmo II divenne la seconda residenza imperiale.

L'ultimo imperatore bizantino, mwsqCostantino XI Paleologo (che venne ucciso durante la mwsgpresa di Costantinopoli da parte dei mwswTurchi ottomani nel mwta1453), era stato in precedenza despota di Mistrà. mwtqDemetrio Paleologo, ultimo despota di Morea, si arrese e consegnò la città al mwtgsultano mwtwottomano mwuaMaometto II nel 1460.

Alla fine del XIV secolo, la maggior parte dei greci viveva in territorio ottomano e molti altri erano sotto l'autorità dei veneziani o di altri signori italiani. L'imperatore bizantino governava una compagine territoriale assai ridotta. Tuttavia, Costantinopoli continuò ad attrarre gli intellettuali dell'Impero, siano essi teologi, storici o scienziati. Inoltre, accolse anche molti italiani, attratti dallo studio del greco antico. A metà del XIV secolo, mwugSalonicco era anche rinomata per la sua erudizione, più a est, l'mwuwImpero di Trebisonda aveva le sue rinomate scuole per lo studio della matematica e dell'astronomia, anche se molti studiosi si trasferirono a Costantinopoli. Alla fine del XIV secolo, Mistrà divenne una capitale culturale.

Con il raggiungimento del rango di capitale del mwvqDespotato, Mistrà attirò l'attenzione degli intellettuali bizantini. A metà del XIV secolo, il teologo mwvgDemetrio Cidone, segretario, primo ministro e amico di mwvwGiovanni VI, vi si stabilì e portò nel mondo culturale bizantino i testi di mwwaTommaso d'Aquino. La presenza di despoti che erano essi stessi degli studiosi, come mwwqManuele e mwwgMatteo Cantacuzeno, facilitò anche l'insediamento di intellettuali nella città. Le frequenti visite del padre, l'imperatore Giovanni VI, considerato uno dei più grandi studiosi del suo tempo, aumentarono il prestigio della città. Anche se la maggior parte dei testi copiati nella Morea fino al XIV secolo erano testi religiosi, teologici e liturgici, oltre a qualche trattato di medicina e di diritto, l'arrivo di una nuova aristocrazia da Costantinopoli permise l'introduzione di opere classiche come le mwwwVite Parallele di mwxaPlutarco, che un nobile tessalonicese arrivato a Mistra contemporaneamente al despota Matteo, Demetrio Casandeno, aveva copiato per sé nel 1362, l'Anabasi di mwxgArriano (1370), mwxwErodoto (1372), e autori contemporanei come mwyaNiceforo Gregorio, che manteneva un rapporto epistolare con Manuele e Demetrio.

Tuttavia, ciò che ha reso Mistrà di fama internazionale tra gli studiosi è stata la visita del filosofo mwygGemisto Pletone all'inizio del XV secolo. Pletone, le cui idee non piacevano alla Chiesa, fu invitato a lasciare Costantinopoli. Si stabilì a Mistra intorno al 1407, su suggerimento del suo amico l'imperatore Manuele. Fu in questo periodo che iniziò il governo di mwywTeodoro II, il più erudito dei figli di Manuele. Pletone, un seguace di mwzaPlatone, disapprovava la costituzione democratica dell'antica mwzqAtene. Seguace di mwzgLicurgo, preferiva la disciplina spartana e ora poteva vivere e insegnare nelle immediate vicinanze della città di Licurgo, ovvero l'antica mwzwSparta. Tranne nel 1438-1439, Pletone trascorse il resto della sua vita a Mistrà, dove fu membro del mwaaSenato e magistrato. Vi morì il 26 giugno 1452, all'età di 98 anni. Pletone credeva che il despota dovesse avere pieni poteri, ma dovesse essere circondato da un consiglio di uomini di tutti i ranghi della società, scelti per la loro moderazione e devozione. Pleto sosteneva una divisione della società in due classi: i soldati e i contribuenti (mercanti, agricoltori e contadini), per sostenere i costi dell'esercito. Pletone si espresse anche sulla schiavitù e credeva che il despota e i suoi ministri dovessero avere solo un numero limitato servi chiamati come gli antichi mwaqIloti. La presenza di Gemisto Pletone a Mistrà attirò altri intellettuali. Già nel 1409, un giovane ecclesiastico di nome mwagIsidoro fu scelto per recitare l'elogio in onore di Teodoro I. Questi fu allievo di Pletone fino al 1413, divenne in seguito metropolita di mwawMonemvassia, poi metropolita di mwbaKiev e capo della mwbqChiesa russa, quindi patriarca latino di Costantinopoli. mwbgGiorgio Scolario visitò più volte Mistrà negli anni 1430. Anche mwbwGiovanni Bessarione, una grande figura intellettuale del XV secolo, trascorse diversi anni a Mistra. Questi fu forse l'allievo più famoso di Pletone, che arrivò a Mistrà nel 1431 e vi trascorse sei anni. Dopo il soggiorno italiano di Pletone (1438-1439), anche alcuni degli intellettuali italiani, suoi contemporanei, fecero visita a Mistrà. Questo fu il caso di mwcaCiriaco d'Ancona, che vi soggiornò due volte, alla ricerca dei resti di Sparta.

Altri autori bizantini dell'epoca, come mwcgGiorgio Sfranze e mwcwLaonico Calcondila erano consapevoli dell'importanza strategica del Peloponneso per l'mwdaImpero. Pertanto, nei loro resoconti storici, descrivono con attenzioni gli eventi che hanno avuto luogo lì e infine anche lo storico Georgio Sfranze andò a Mistrà nel 1446 e vi fu persino nominato governatore

Dopo la conquista ottomana

I mwdwveneziani conquistarono Mistrà nel 1687 e la tennero fino al 1715. Nuovamente mweariconquistata dai turchi, rimase nelle loro mani mweqfino al 1832, quando fu abbandonata allorché mwegOttone I di Grecia decise di ricostruire l'antica città di mwewSparta. Mistrà si spopolò lentamente e tuttora è abitata da non più di mwfa1 500 persone (mwfq4 000 nell'intero territorio comunale). Nel mwfg1989 Mistrà, oggi monumento nazionale greco e mèta di visite turistiche, è stata dichiarata mwfwpatrimonio dell'umanità mwgadall'UNESCO.

Luoghi e monumenti d'interesse

L'insediamento di Mistra presenta moltissime vestigia del suo passato, fra monumenti religiosi e profani.

Alcune chiese come San Giorgio e Santa Sofia (Agia Sofia) sono ben conservate; uno dei monasteri, il mwhamonastero di Pantanassa, è anche ancora abitato. Le chiese di Mistra sono costruite nel cosiddetto mwhqtipo Mistra, che è parzialmente interpretato come una combinazione di forme di costruzione mwhglatina occidentale e mwhwbizantina: il secondo piano dell'edificio è pianta con cupola a mwiacroce inscritta, sviluppandosi su un primo piano a croce latina, tipico delle basiliche occidentali. La mwiqchiesa principale è la cosiddetta mwigMetropolis, ossia la cattedrale metropolitana dedicata a mwiwSan Demetrio. Famosa è anche la chiesa appartenente al mwjamonastero di Periblepto, che è in parte costruita in una grotta di roccia (la Grotta di Demetra, che era probabilmente un santuario pagano nei tempi antichi) e, come molte altre chiese della città, è riccamente decorata con affreschi bizantini.

Ai monumenti di interesse religioso si aggiungono anche quelli secolari come il palazzo del Despota, la fortezza voluta da mwjgVillehardouin con la sua cinta muraria e alcune abitazioni private che offrono uno spaccato della vita quotidiana della città di Mistrà.

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. mwxamwxqmwxgCensimento 2001 (mwxwmwyaXLS), su mwyqypes.gr. mwygURL consultato il 2 maggio 2011.
cite-note-22. mwzgmwzwmw0aProgramma Callicrate (mw0qmw0gPDF), su mw0wypes.gr. mw1aURL consultato il 2 maggio 2011.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons
• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mistra
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Mistra

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itMistrà, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Gerola e Georgios Soteriou, MISTRÀ, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefdizionario-di-storiaMistrà, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefenciclopedia-dell-arte-medievaleC. Barsanti, MISTRA, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1997.
• citerefbritannica-com(EN) Mistra, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefarachne(DE) Mistra, su Arachne.
• mw2wGTP - Monastero in Mystras, su gtp.gr.
• mw3qGTP - Mystras, su gtp.gr.
• mw3wGTP - Comune di Mystras, su gtp.gr.
• mw4qIndexmundi - Mystras, su indexmundi.com.
• mw4wScheda UNESCO, su whc.unesco.org.